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En general, la predela es la plataforma sobre la que se asienta un altar y de ahí que se conozca con el mismo nombre (predela) a las pinturas o esculturas que recorren el marco en la parte inferior del retablo. A menudo son escenas narrativas, por ejemplo, escenas en la vida de un santo en particular.
Ejemplos de predelas son:
- Duccio - la predela de su Maestà
- Lorenzo Monaco - Escenas de la vida de san benito (h. 1407-9)
- Luca Signorelli - La Adoración de los Pastores (1510-1515)
- Matthias Grünewald - La Crucifixión de Cristo (Retablo de Isenheim)
- Anunciación - Obra de pequeño formato cuya autoría de discute y que se conserva en el Museo del Louvre
La scena è composta in maniera simile alle altre due Annunciazioni, con alcune differenze. Come nell'Annunciazione cortonese la superficie dipinta è tripartita in tre zone (il giardino, l'arcata dell'Angelo e l'arcata della Vergine), ma come nell'Annunciazione di San Giovanni il punto di fuga è all'interno della casa invece che all'esterno, concentrando maggiormente l'attenzione dello spettatore sull'Annunciazione. Ne risultavano meno evidenti Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso terrestre, che nella pala cortonese sono vicini al punto di fuga, per questo l'Angelico ingrandì le loro figure notevolmente. Essi, come nelle altre due opere, si muovono in una giardino fiorito allusivo alla verginità di Maria ("hortus conclusus"), popolato da una moltitudine di piante e pianticelle dipinte con grande cura. Tra le specie legate a valori simbolici si riconoscono la palma, che ricorda il futuro martirio di Cristo, e le rose rosse, che richiamano il sangue della Passione di Cristo. La presenza di Adamo ed Eva sottolinea il ciclo della dannazione dell'umanità, ricomposta tramite la salvezza in Cristo, resa possibile dall'accettazione di Maria.
Dall'angolo in alto a sinistra scende un raggio di luce divina che, attraverso la colomba dello Spirito Santo, va ad illuminare la Vergine, che si piega accettando remissivamente il suo incarico. Essa è seduta su un seggio coperto da un ricco drappo che funge anche da tappeto, ed ha sulle ginocchia un libro aperto, simbolo delle Scritture che si avverano.
L'Angelo è simile nella posa e nella veste all'opera di San Giovanni, anche se la sua figura appare più statica e le pieghe della veste più schematiche, frutto forse del pennello di un collaboratore.
La scena si svolge in un portico rinascimentale con arcate leggere scorciate con sapienza in prospettiva, che ricordano l'architettura di Michelozzo. La luce appare unificata, a differenza della pala di Cortona, e proviene da sinistra verso destra per tutti gli elementi.
L'effetto di insieme è quello di una descrizione epidermica e preziosa dei vari dettagli, con il ricorso a colori brillanti e freddi, quasi cristallizzati, nelle armonie cangianti degli azzurri e dei rosa.
Nella predella si trovano cinque scene della vita di Maria (la Nascita e Sposalizio, la Visitazione, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al Tempio, la Dormizione) nelle quali il maestro lavorò con maggiore libertà compositiva, meno vincolato dall'osservanza alla tradizione iconografica nella scena principale.
La scena successiva della Presentazione è ancora più innovativa, con l'ambientazione posta in un tempio circolare che sembra essere proiettato, come attraverso una lente, verso lo spettatore, perfezionando uno schema già presente nella Presentazione al Tempio di Gentile da Fabriano